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Paragrafo 3 . Il dominio commerciale anglo-olandese.
     
L'Olanda,  la pi ricca e la pi popolosa fra le Province  Unite  (che
contavano  allora soltanto tre milioni di abitanti), e  l'Inghilterra,
che  stava  modificando considerevolmente la sua struttura  economica,
reagirono  con successo alla crisi in atto: soppiantando  nazioni  dal
prestigioso  passato, ma ora in decadenza, come  l'Italia,  e  potenze
atlantiche  in  declino,  come Portogallo  e  Spagna,  nel  corso  del
diciassettesimo  secolo  esse  aquisirono  il  dominio  del  commercio
europeo  e il primato della produzione tessile. Lungi dal limitarsi  a
trasportare  soltanto  merci di lusso, o destinate  esclusivamente  ai
loro  paesi, esse si imposero come intermediarie commerciali  di  ogni
territorio   che  necessitasse  dei  loro  servizi:   le   loro   navi
cominciarono ad attraccare in ogni scalo di una certa importanza,  dal
mar Baltico al Mediterraneo.
     La   straordinaria  crescita  dell'Olanda  e  quella  della   sua
capitale, Amsterdam, che pass in poco pi di un secolo da ventimila a
quasi    centottantamila   abitanti,   fu   determinata   innanzitutto
dall'eredit  di  un'importante economia  regionale,  come  era  stata
quella  fiamminga. Migliaia di calvinisti dei Paesi Bassi meridionali,
rimasti  sotto il dominio spagnolo, si erano rifugiati nelle  province
settentrionali,   portando  capitali,  competenze  imprenditoriali   e
culturali  in un territorio che aveva vissuto soprattutto di  pesca  e
del  commercio  delle aringhe. Amsterdam prese il  posto  di  Anversa,
decaduta  a  causa  della  guerra,  quale  crocevia  commerciale   fra
l'Atlantico ed i paesi del mare del Nord e del mar Baltico.
     In  pochi  decenni, a cavallo del Seicento, grazie ad un'abile  e
frenetica   attivit   cantieristica  e  ad  una   sapiente   politica
commerciale,  gli  olandesi realizzarono una  flotta  mercantile  cos
potente  da affrontare con successo la concorrenza delle altre potenze
marinare  europee  nel  mar  Baltico, nel Mediterraneo  ed  anche  nei
continenti extraeuropei.
     Principale  protagonista dell'espansione commerciale olandese  fu
la Compagnie delle Indie orientali, una societ per azioni fondata nel
1602,  cui venne assegnato il monopolio dei traffici olandesi  tra  il
capo  di  Buona  Speranza  e  lo stretto di Magellano.  Autorizzata  a
conquistare terre, a tenere
     
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     truppe  e  a  battere  moneta, essa acquis un  crescente  potere
economico e politico: consegu il controllo del traffico delle  spezie
e  di  altri  prodotti  orientali destinati  all'Europa;  impose  alle
popolazioni  delle  terre  conquistate  di  distruggere   le   colture
originarie per coltivare piante destinate all'esportazione; riusc  ad
occupare  ogni  spazio  commerciale all'interno  dell'oceano  Indiano,
rendendosi  cos  indispensabile  e spazzando  via  anche  il  residuo
tessuto  mercantile  arabo,  che  era stentatamente  sopravvissuto  al
dominio portoghese.
     Sulle  stesse rotte oceaniche si era lanciata anche l'Inghilterra
elisabettiana, ma la flotta inglese si era limitata pi che  altro  ad
operare una guerra di "corsa" contro il naviglio spagnolo.
     Comunque  il mondo commerciale inglese aveva costituito nell'anno
1600  una  sua Compagnia delle Indie orientali, anticipando la  stessa
Olanda,  anche se non riusc, al momento, a eguagliarne i successi  in
Asia;   dovette  perci  accontentarsi  di  un  crescente   predominio
mercantile, condiviso con l'Olanda, solo nei porti europei.
